“Per un bell’abito Olga perse le penne” – Recensione

È un libro decisamente particolare quello di cui sto per parlarvi, una nuovissima pubblicazione dell’autrice Alessandra Marcotti, che ho avuto la fortuna di conoscere grazie al mio Blog (potete trovare il suo qui).

Ho avuto modo di constatare con i miei stessi occhi la bravura e la capacità di Alessandra nel penetrare le emozioni più profonde dell’animo umano e per questo ho deciso di fidarmi e di acquistare il suo racconto a scatola chiusa, senza alcuna garanzia circa la qualità effettiva dell’opera che stavo comprando.

Fortunatamente le mie speranze sono state ben riposte ed i soldi ben spesi, così quest’oggi mi ritrovo qui a condividere con voi lettori la piacevole esperienza vissuta grazie a questo libro, augurandomi di suscitare il vostro interesse e quella stessa curiosità che mi ha portato ad intraprendere la lettura.

TRAMA

Olga, una donna di imprecisata età ed ormai non più bella ed avvenente come in passato, si ritrova a rimpiangere se stessa e ciò che è stata, seduta nel proprio appartamento ed in attesa nell’ennesimo cliente. Il suo lavoro, la professione più antica di questo mondo, sembra essere rimasta l’unica cosa che ancora riesce a dare un senso alla sua vita che, lentamente, scorre inesorabile verso la propria fine.

Ignazio, il suo migliore cliente, sogna una nuova vita che possa finalmente concedere lui un po’ di pace e di ristoro, almeno per gli ultimi anni della propria esistenza. L’uomo, che chiaramente pensa ad Olga come a qualcosa di più di una semplice meretrice con cui condividere poche ore di compagnia all’anno, le chiede di accompagnarlo verso la sua nuova vita e di trasferirsi assieme a lui, così che entrambi possano ricominciare da capo lontano dalla propria casa, magari ritrovando se stessi ed un po’ di serenità nonostante i tanti anni sulle spalle ed i numerosi rimpianti collezionati nel corso della propria vita.

Ed Olga, in maniera del tutto inattesa persino per se stessa, accetta.

[Non intendo soffermarmi a lungo sulla trama, perché il libro è molto breve e rischierei veramente di rovinarvi il finale. Se volete sapere che cosa accade, dunque, non vi resta altro che acquistarlo.]

RECENSIONE

La cosa che ho maggiormente apprezzato di questo racconto è, senza ombra di dubbio, lo stile di scrittura.

Come anticipato, avevo già avuto modo di valutare la bravura di Alessandra leggendo qualche suo post sul blog, ma per la prima volta ho avuto davvero la possibilità di apprezzarlo fino in fondo, attraverso la fluida e sensibile narrazione di questo piccolo romanzo.

La tecnica di scrittura di Alessandra è, passatemi il termine, alquanto sofisticata ed elegante, in una maniera che comunque non risulta mai troppo pomposa e presuntuosa, quanto piuttosto dotta e sensibile. Le pagine scorrono senza difficoltà, la scrittura è fluida e per niente pesante, non è mai troppo faticoso andare avanti con la storia, che essendo per altro molto breve non annoia ma, anzi, appassiona in fretta e rapisce il lettore molto velocemente.

Una critica che mi sento di muovere è, tuttavia, legata all’editing del racconto: Ho trovato l’impaginazione forse un po’ troppo “pesante”, i periodi un po’ troppo attaccati e la cosa fa un po’ perdere di bellezza al racconto, il cui bello stile viene decisamente penalizzato da un’impaginazione un po’ troppo grossolana.

Nulla che, comunque, non possa essere risolta con una veloce opera di editing.

Come ho già detto, uno dei pregi più evidenti della scrittrice è la sua innata sensibilità, l’empatia e la vivacità di pensiero; si capisce, leggendo le sue parole, quanto brillante sia la mente di questa ragazza ed al tempo stesso quanto essa sia capace di pensieri profondi, talvolta persino cupi e “macabri”, come questo breve racconto sa dimostrare perfettamente.

La lettura di questo romanzo è stata senza dubbio un’esperienza intensa, poiché di fattura completamente differente rispetto alle classiche storie d’amore o ai romanzi di formazione che son solita leggere. Si tratta di un’opera particolare, sicuramente insolita se messa a confronto con ciò che va maggiormente di moda al giorno d’oggi, e per tale motivo merita sicuramente di essere letta.

In molti passaggi lascia sicuramente l’amaro in bocca ma non deprime, non lascia addosso un perenne senso di tristezza ma permette di soffermarsi a riflettere su aspetti importanti della vita di ognuno, su tutte quelle cose talvolta date per scontato o apparentemente banali di cui, spesso, tendiamo a sottovalutare l’importanza.

Come ho già detto, si tratta di un’opera inusuale e profondamente sensibile, che non ruba più di un pomeriggio di lettura e che sicuramente offrirà a chiunque vorrà avventurarsi fra le sue pagine notevoli spunti di emozione e riflessione.

Mi auguro di vedere questo libro raggiungere ben presto il successo che si merita e spero anche che Alessandra produrrà nuovamente nuove opere, possibilmente anche più lunghe di questa così da appassionare i lettori ancora più a lungo.

9 pensieri su ““Per un bell’abito Olga perse le penne” – Recensione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...