Vi parlo oggi di un libro che mi ha tenuto compagnia durante queste ultime vacanze estive, aiutandomi a superare un blocco del lettore che mi trascinavo dietro da ormai parecchi mesi.
Si tratta di “L’altra valle”, romanzo di esordio di Scott Alexander Howard e pubblicato in Italia dalla casa editrice Mercurio.
Comprai questo romanzo circa due anni alla fiera del libro di Torino e, come spesso accade a noi lettori e lettrici problematici, l’ho lasciato ad attendermi in libreria in attesa che mi arrivasse l’ispirazione per leggerlo. Posso dire di non aver scelto momento migliore per dedicarmi a questa lettura e di essere davvero grata a me stessa per essermi fatta attirare così prepotentemente da questo romanzo struggente e appassionante.
Ve ne parlo.
LA TRAMA
Odile ha sedici anni e vive in un luogo incantano, una città immersa in una valle boscosa sospesa in uno strano spazio temporale: ai suoi confini, Est e Ovest, si trova infatti la stessa identica valle, spostata avanti e indietro nel tempo di circa vent’anni, in uno schema che si ripete all’infinito da ambo le direzioni.
A nessuno è permesso uscire dalla valle in cui abita, se non ottenendo straordinari permessi accordati da un Consiglio, i quali vengono concessi generalmente solo in caso di morte di qualcuno.
Ed è proprio durante una di queste visite che Odile scopre che a morire sarà proprio Edme, il ragazzo di cui è profondamente innamorata. E una simile scoperta accende in lei non solo innumerevoli dubbi e domande, ma anche il disperato desiderio di poter cambiare la sorte.
COMMENTO AL LIBRO
Ho trovato questo libro di una bellezza struggente.
Nonostante la scelta editoriale di non mettere le virgolette all’interno dei dialoghi (una cosa che non capirò mai e che continuerà a darmi fastidio da qui alla fine dei tempi), la prosa è scorrevole e accattivante. L’autore è un vero e proprio maestro nella gestione della suspance, che cresce di capitolo in capitolo tenendo il lettore incollato alle pagine.
Il tema della perdita e del tempo, centrali all’interno di questo romanzo, sono trattati con una delicatezza incredibili e non pochi sono i dilemmi morali che ci vengono proposti dall’autore, spesso anche attraverso i pensieri e le scelte della protagonista – l’autore è un professore di filosofia e data la complessità dei temi trattati, direi che lo si nota eccome. Non è una storia d’amore classica, anzi la definirei tutt’altro che convenzionale, ma è profondamente autentica e vera: il personaggio di Odile è di una bellezza incredibile, per niente banale e davvero complesso, cosa che non do mai per scontato quando mi trovo di fronte un fantasy con una protagonista femminile.
Sinceramente avevo il timore che la questione viaggi nel tempo creasse non poche problematiche di coerenza e linearità di trama (cosa che accade spesso quando abbiamo a che fare con opere che affrontano questa tematica) eppure devo dire di non aver trovato alcun tipo di incongruenza nel racconto, anzi le spiegazioni che vengono date filano e risultano perfettamente sensate – certo, permangono i classici paradossi tipici dei viaggi nel tempo, ma quelli oramai li do praticamente per scontati e ogni volta che mi approccio a un prodotto che so avere a che fare con questo genere di argomento, evito di farmi domande e accetto semplicemente ciò che mi viene proposto.
La delicatezza e la sensibilità dell’autore trasmettono al romanzo un tono cupo e malinconico che non sfocia mai nell’eccesso, rendendo la sua storia struggente e al tempo stesso delicata.
Da tempo un libro non mi prendeva a tal punto da farmi dimenticare tutto il resto, costringendomi a pensare alla sua storia persino a giorni di distanza dalla fine della mia lettura. “L’altra valle” è un libro che rimane impresso dentro al cuore, uno di quei libri che vorrei poter rileggere ancora, e ancora e ancora, come se fosse la prima volta.